“condividere credo che sia la parola giusta. anche oggi è stato un giorno del cazzo, credo che dipenda dal fatto che non sia cambiato nulla rispetto a ieri. ho letto di Jovanotti che diceva che non rimpiange i suoi vent’anni. penso che si sentiva come me. mi piacerebbe condividere qualcosa con qualcuno.
ogni mattina tolgo i vestiti da mettere a posto dalla scrivania e li metto sul letto. ogni sera, poi, li tolgo dal letto per metterli sulla scrivania. sono stanco. mi chiedo: quando arriverò a cento, cosa succederà?
non so a cosa penso
ho vissuto delle situazioni, ho pensato a delle cose e tutto mi ha portato a qui, alle due di notte dopo aver appena scaricato un’amica che voleva solo della compagnia. ne ho passate tante, ma sono tutte cose che non ricordo bene. però mi hanno portato a essere qui e triste e depresso. quando poi i ricordi mi tornano in mente mi sento come male, ma peggio. entro nella consapevolezza di essere solo un ragazzo tra tanti che condivide nulla con nessuno. e non per colpa sua. entro in questa consapevolezza e sto male. in quei momenti tutti i ricordi brutti, le situazioni spiacevoli che ho vissuto, riemergono. piccoli secondi sparsi in venti anni di vita riassumersi in qualche secondo lampo. secondo che cambia il mio carattere per ore, giorni. due settimane, cinque anni, undici.
vorrei non essere io poiché sono in una persona che lascia vedere agli altri una persona che in realtà non è. sono imprigionato in un carattere di una estraneo, che odio più di quanto odio tutto il mondo che non mi nota. il mio egocentrismo a volte mi soffoca, egocentrismo che credo essere solo un disperato bisogno di non sentirmi più così solo e abbandonato ai miei pensieri. credo che tutti si sentano come me ma pochi lo sanno perché pochi hanno l’occasione di stare solo anche per mesi, e quindi avere il tempo di pensare, di scavare in se stesso, e di capire che, come tutti, in lui c’è qualcosa che non va. in me c’è qualcosa che non va e credo che condividerla sia una delle cose che mi aiuterebbe. anche solo per pochi minuti.”
Tags: amici, apparire, citazioni, depressione, essere, io, parlare, pensare, ricordi, triste, tristezza, vivere





6 Gennaio, 2008 a 10:13 pm
io spero.
8 Gennaio, 2008 a 4:23 pm
Io ci toglieri tutta la punteggiatura cosí uno ci da le pause che vuole o lo legge tutto d’un fiato…dai Rob .azz. non mi far scrivere parolacce che ho promesso e giá non mantenuto.
Ieri ho visto 1408 suggestionistico (si puó dire?).
Kiss Rob .azz. stai sú.
9 Gennaio, 2008 a 12:36 am
ciò che non si può dire non lo diciamo, no? ;D
abito al terzo piano, starò su in un modo o in un altro.
9 Gennaio, 2008 a 6:06 am
ho sonno.
e mal di schiena.
tocca a me, non te lo scordare!!!
9 Gennaio, 2008 a 6:07 am
(almeno fino alla fine del mese. poi ce la rigiochiamo. coi dadi del risiko).
9 Gennaio, 2008 a 1:43 pm
(il risiko -.- meno male che usiamo solo i dadi, del risiko. è che si pensa troppo.)
10 Gennaio, 2008 a 4:35 pm
In realtà l’hai già condivisa con il passante che ha letto il tuo post…
La condivisione è un’azione di fiducia molto importante.
Magari la solitudine, che spesso ci spaventa, ci aiuta anche a scavare nel profondo di noi stessi e ad andare oltre la maschera che. volenti o nolenti, indossiamo ogni giorno per rapportarci agli altri.
Sei molto coraggioso nel voler condividere le tue emozioni…
Complimenti, è già un buon inizio.
10 Gennaio, 2008 a 5:23 pm
Cavolo rob! stai proprio giù. si vede. Ma c’è bisogno di fare tutto sto casino. Io mi sono ritrovato due mesi nella tua stessa situazione, non proprio la stessa credo, ma simile. Eppure l’ho passata! e per riuscirci io… Non è poi così tanto tragico. in fondo sono dei momenti, momenti fondamentali nella vita. Stai capendo tu come sei fatto, chi sei, e cosa vuoi dalla vita, e sei confuso. Cadi giù quando sai che nessuno ti potrà mai rialzare.
Passerà, ci vuole solo del tempo. E’ l’unica cura. E se vuoi, lo so che sono più piccolo di te, ma puoi sfogarti! anzi fallo subito! ciao rob!
12 Gennaio, 2008 a 5:53 pm
Io ho fatto fatica con DeJaVu cavolo contorto o ero disattenta
)))
Stai sú al terzo mi raccomando.
12 Gennaio, 2008 a 8:18 pm
Potrebbe suonare falso, ma ti assicuro che non è così:
mi sento nel tuo stesso identico modo,
anch’io con la fissa dell’arte,
domande sulla mia identità individuale e sociale, senso di isolamento,
pensieri fastidiosi. Forse è ora di dare il peso giusto ad ogni cosa e muoversi.
12 Gennaio, 2008 a 11:50 pm
ma tanto per parlare d’altro, com’e’ enchanted? voglio andare a vederlo… domani, se riesco ancora a trovarlo….
comunque a risiko ho giocato a casa della vale e ho vinto : DDD la fortuna dei principianti…
13 Gennaio, 2008 a 2:34 pm
non entravo nel blog da mercoledì. come vedo, vi siete fatti sentire. vedo anche che questo post ha attirato qualche nuovo occhio.
@barberino: prima di tutto complimenti per il nick. spero che non sia il tuo nome, altrimenti sarebbe una bella figura di merda, non credi?
dici che ho coraggio nel voler condividere le emozioni? penso che solo per il fatto che abbia un blog io sia coraggioso, poi per tutto quello che dico di me (in ogni post, ma a cui molti di voi non arrivano) è un motivo in più per sentirmi coraggioso. ma poi penso che se chiunque apre un blog è coraggioso allora io non sono che un puntino in milioni di adolescenti, non ti pare? credo che sì, forse sono più coraggioso di altri. ma non per questo post, ma perché ammetto delle cose che molti pensano o sono e che non dicono ad alta voce. o nero su bianco.
@giovanni: con te mi sento una merda perché da quando hai postato il commento ti ho anche visto da vicino senza dirti nulla del commento. vabbè.
qui non si tratta di passare, ma convivere. non voglio fare una tragedia, però.
@xeena: in effetti è un po’ incasinato come film. quando spiegavano le cose principali cercavo si ascoltare ogni minima sillaba, poiché non volevo di nuovo prendere il telecomando di sky e tentare di mandare indietro il film….
@alber: non mi sento così perché i miei sogni artistici non si materializzano, caro alber. non mi faccio neanche tante domande sul mio modo essere, cioè, almeno non mi chiedo chi sono. sono io, no? mi trovi d’accordo nella frase finale, ma… ecco qui le parole non mi escono.
@sorè: io perdo sempre a tutti i giochi. -.-
comunque, scriverò quanto prima la recensione di come d’incanto, ma sappi in anticipo che mi è piaciuto molto. cioè, nella sua semplicità è semplicemente geniale. : D
13 Gennaio, 2008 a 6:00 pm
No, tranquì…
Non è il mio nome, è solo uno stupido nick…