Le recenzioni del sabato sera 8

5 Gennaio, 2008

Dovrei finire in poco tempo, questa settimana..

Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma (2006, avventura) Consigliato? Sì. FILM DELLA SETTIMANA
Un film diretto da Gore  Verbinski scritto da Terry  Rossio, Ted  Elliott
Cast Johnny  Depp, Orlando  Bloom, Keira  Knightley

La trama in questo film conta poco. Nel senso, è un seguito nato per il successo al botteghino del primo capitolo. E non perché questo sia meno riuscito del suo precedente capitolo, ma come nel primo, la trama è abbastanza incasinata e piena di sotto trame. Vi potrei dire qualcosina, sì, ma sarebbe inutile perché già dopo qualche minuto dalla visione quel qualcosina si è evoluto dando vita all’enorme albero che fa la trama.
Il primo capitolo (e come sempre la stupidità di chi decide i nomi italiani dei film si vede. il primo capitolo si chiama La maledizione della prima luna, mentre se avessero seguito il titolo originale si sarebbe chiamato Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna, danto più coerenza alla trilogia) è un bellissimo film di avventura. Questo, dopo la prima visione, potrei definirlo anche inferiore al primo, ma sarebbe una cosa stupida da fare poiché il primo l’ho visto almeno dieci volte e ho colto tutte le cose che alla prima visione sfuggono. Perciò, su quale sia il migliore, non lo so. E forse non vorrei saperlo.
Dopo un inizio abbastanza confuso, questo secondo capitolo parte bene. Hanno tentato di dare uno stacco tra i due film, ma non ci sono riusciti. In fondo la parte peggiore da scrivere in un seguito è proprio l’inizio e cioè quando la storia non c’è ancora. Quello che subito salta all’occhio è la coerenza della storia con il primo capitolo, dei personaggi, della regia e del modo in cui la storia si evolve. Dopo la visione, infatti, sono andato a vedere così per passatempo chi fossero gli sceneggiatori e chi il regista, anche se già si era capito che era lo stesso gruppetto del primo capitolo. Credo che questa sia un’ottima cosa. Fare un seguito commerciale di un film bello come La maledizione della prima luna è sempre una sfida difficile, ma quando le idee per il continuo, le inquadrature e i dialoghi nascono da chi ha dato vita a quei personaggi, sono sicuro che il compito è molto più leggero. Lieto anche di sapere che il terzo capitolo, definito da molti il migliore dei tre, ha sempre lo stesso cast tecnico. Vedremo.
Questo forziere fantasma funziona. E’ un ottimo film d’avventura che diverte e intrattiene. Può risultare lungo per alcuni di voi (dura sulle due ore e venti) ma posso dirvi che non è assolutamente pesante. Chi ha visto e amato il primo capitolo, adorerà questo seguito poiché nessuno personaggio si smentisce. Io l’ho iniziato a vedere alle undici di sera, e finito all’una e mezza. Perciò se vi dico che non pesa credeteci. Lo consiglio a tutti, anche se ha il finale aperto ma non bastardo. Nel senso che si sapeva, all’uscita di questo film al cinema, che sarebbe stata una trilogia. Guardatevelo, magari una bella maratona con tutti e tre.

La promessa dell’assassino (2007, drammatico) Consigliato? Nì.
Un film di David  Cronenberg scritto da Steven  Knight
Cast Viggo  Mortensen, Naomi  Watts, Vincent  Cassel, Armin  Mueller-Stahl

Qui, ssssssignore e ssssssssssssignori, troviamo il classico esempio da film delusione, che spesso colpisce la massa. Anche se qui la massa non c’entra poiché questo film in pratica solo a me NON è piaciuto, la delusione dopo la visione resta…
Una donna partorisce il proprio bambino e poi muore. L’infermiera che l’assistita è una capera e così ruba il diario che la donna aveva con se per portare il bambino, sopravvissuto, dai parenti della donna morta. Così, seguendo un bigliettino da visita di un ristorante, entra in contatto con alcuni tizi poco raccomandabili…la mafia russa.
Cronenberg è per molti un grande autore. Regista di film come La mosca, A History of Violence, ha  una reputazione di tutto rispetto tra i cinefili appassionati. Questo è il suo secondo film che guardo (numero 91 nel quadernetto) e non lo vedo così poi tanto autore autore. E’ bravo a dirigere, sì, ma credo sia la conseguenza di fare film da anni e anni. Cioè, un qualsiasi tizio imparerebbe qualcosa.
I suoi due film che ho visto sono abbastanza violenti. Anche se sono storie in grado di partorire ottimi prodotti se sfruttate bene, vengono appunto sfruttate male. Risultano incompleti, se vogliamo forzati, se vogliamo troppo stereotipati. Ma parliamo solo di questo qua e non dei suoi due film che ho visto.
E’ un film con delle ottime basi, con un cast fantastico che fa il suo dovere in maniera molto eccellente. Sembra, però, andar di fretta verso la seconda metà, la storia e la sceneggiatura regge poco anche se la fotografia è fantastica. Il personaggio di Mortensen è fantastico. Lui è ormai un mio piccolo mito, ma viene rovinato purtroppo dalla parte finale.
In questo film c’è la famosa scena della sauna in cui il personaggio di Mortensen si ritrova a combattere contro due sicari completamente nudo. E’ una scena molto bella e cruda, diventata cult molto prima dell’uscita del film nelle sale. Prima di questa scena il film era guardabile, dopo scade molto. Nel finale, come molti suoi altri ‘colleghi’.
Non ho capito cosa c’entra il titolo con il film.

Jumanji (1995, avventura) Consigliato? Sì.
Un film di Joe  Johnston scritto da Chris  Van Allsburg, Jim  Strain, Greg  Taylor, Jonathan  Hensleigh
Cast Robin  Williams, Jonathan  Hyde, Kirsten  Dunst, Bradley  Pierce, Bonnie  Hunt

Jumanji è un gioco da tavola maledetto che fa arrivare direttamente nella realtà le penitenze che un giocatore subisce avanzando le caselle. Che l’avventura abbia inizio!
Io sono cresciuto con Jumanji. Una mattina mia madre tornò a casa con la videocassetta nelle buste della spesa, e da allora l’ho guardato tante di quelle volte che ho perso il conto. L’altro giorno lo rimandavano su sky e l’ho rivisto, dopo anni. E’ bellissimo guardare un film con cui sei cresciuto. Ricordi vagamente un’atmosfera, delle sensazioni, delle situazioni che avevi completamente rimosso. E’ un film che si lascia guardare senza troppe pretese. Lo consiglio a tutta la famiglia per passare una bella serata. E’ un film che dovrebbero sapere tutti i bambini. Vogliamo il seguito! Vogliamo il seguito!
Solo ORA ho capito che l’attore del padre e del cacciatore e lo stesso. Madò.

Maria Antoinette (2006, drammatico) Consigliato? Sì.
Un film scritto e diretto da Sofia  Coppola
Cast Kirsten  Dunst, Jason  Schwartzman, Rip  Torn

Ritratto inedito e fuori dagli schemi della regina Maria Antonietta. Che si annoia al ritmo del rock&roll.
Sofia Coppola, prima sceneggiatrice e poi regista dei film Lost in translation e Il giardino delle vergini suicide, a me piace molto. Questo Maria Antoinette, come Il giardino delle vergini suicide, è tratto da un libro. Questo, però, non aiuta la sceneggiatura che, a differenza de Il giardino delle vergini suicide, risulta statica e confusionaria.
La prima ora del film passa in una maniera ripetitiva e indecisa. Per i primi venti minuti non si parla molto. Anzi, si parla molto poco. Dal ventunesimo al sessantesimo minuto c’è la situazione che il principe, che sembra gay, non si vuole trombare la principessa. E lei piange. Dopo la prima ora (il film dura poco più di due ore) ci sono cambiamenti e scene mitragliatrici a volte brutte proprio. Esatto, nella prima parte c’è una lettura di una situazione in modo molto lento e ripetitivo, dopo una lettura delle situazione alquanto da discutere. La regia non mi piace: è confusa e a volte spinge troppo la mano verso la sperimentazione. A volte si sfiora parecchio il videoclip. Poi, ci sono rimasto semidimmerda quando dopo un ora della discussione del problema sul fatto che al principe non interessa di scopare con Maria Antonietta, la situazione finisce in una piccola scena, ma proprio minuscola, per poi far continuare il film con una scena in cui la regina partorisce un bambino. Cioè… non che sognassi la scena porno, però almeno una degna scena soft che finisse quella parte del film durata anche troppo.
E’ comunque un film che consiglio, per qualche strana ragione. E’ la storia della donna, non della regina ne del periodo storico. E’ un film per femminuccie. Bellissimi i costumi dell’italiana Milena Canonero, che hanno vinto l’oscar.

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