mi ero dimenticato che prima o poi il sabato arriva sempre. nel bene, e nel male.
sono le 15.27…. otto film!? cazzo, devo guardare un po’ di tv.
1408
(2007, horror) Consigliato? Nì.
Un film diretto da Mikael Håfström scritto da Scott Alexander, Matt Greenberg, Larry Karaszewski
Cast John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack
Mentre noi siamo qui a sudare tutto il guardaroba per scrivere mezzo libro, c’è Stephen King che la mattina caga mattoncini di 1000 pagine. 1408 è tratto, infatti, da uno delle sue raccolte di racconti. Eh sì, scrive cinquanta e passa libri, e in più scrive anche racconti. E che diamine.
Mike Enslin è uno scrittore di libri sui fantasmi. Li cerca ovunque nel mondo, passando una notte in ogni stanza di hotel in cui in passato sono accaduti fatti soprannaturali. Ma non si è mai spaventato e inizia a credere che non esista nessun fantasma. Fino a quando scopre una stanza in un’albergo a New York, il Dolphin Hotel, in cui sono morte ben 56 persone. O 54. E così, si avvia verso la 1408.
Diciamo che le premesse per il bel film ci sono tutte. Diciamo che ci sono alcune persone che l’hanno giudicato come il miglior film tratto da un libro dello scrittore King. Diciamo che, visto che dalla sua penna sono nati film come Il miglio verde, o Shining, chi l’ha detto ci capisce poco di cinema. 1408 non è un brutto film. Ha una bella atmosfera, ogni tanto spaventa, ogni tanto stupisce. Direi che un suo difetto potrebbe essere la mancata coerenza con se stesso. Uno degli horror più belli che abbia mai visto è The Descent, un film che tiene una coerenza per tutta la durata non specificando mai chi è l’eroe, i bravi o i cattivi. Qui invece c’è l’eroe, che sì va nel panico quando iniziano ad accadere i primi fatti strani, ma che però finisce con un finale scritto da una penna che non mi sembra poi così tanto da scrittore scrittore… cioè, se tu devi spaventare, devi mettere in gioco tutto tutto, no? Penso che più che un film questo 1408 mi sembra un videogioco. Il regista gioca un po’ con la macchina da presa, dirige e non dirige attori che già sanno il fatto loro, e sforna un film carino ma che lascia poco poco. Sì, certo, è un horror, ma tutt’oggi quando mi ricordo certe scene di shining mi vengono i brividi..
Nella valle di Elah
(2007, drammatico) Consigliato? Assolutamente sì.
Scritto e diretto da Paul Haggis
Cast Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco.
Hank è un padre che viene chiamato perché il figlio è sparito dalla base militare. Era tornato dall’Iraq, e lui non ne sa nulla, quando si dicono tutto. Così parte per cercarlo. Quando gli dicono, però, che hanno trovato il figlio morto, cambia tutto.
Da come ho scritto la trama sembra la voce che si sente sopra i trailer, vero? Volete che vi faccia un po’ di lezione di storia del cinema? Ma anche no, perché affinché capiate cos’era questo film per me prima che lo guardassi vi devo solo dire una sciocchezza. Paul Haggis è lo scrittore e poi regista di Crash – Contatto fisico. Film che vinse come miglior film, per la miglior sceneggiatura originale e il miglior montaggio negli oscar 2006. E’ un film che io personalmente adoro. L’ho visto molte volte e non perde mai il suo spessore e la sua bellezza.
Quando ho saputo che lo stesso regista stava scrivendo un film-denuncia contro la guerra in Iraq, non vedevo l’ora di gustarmelo. Nella valle di Elah più che un film-denuncia contro la guerra in Iraq mi pare un film denuncia contro gli americani che fondamentalmente se ne fregano della guerra, o che la vedono come una cosa obbligatoria da fare. Haggis, prima nato come sceneggiatore (di film come Casino Royale, Million Dollar Baby) e poi scopertosi regista, ha un occhio raffinato e regala inquadrature ampie e distaccate, che a volte mostrano l’inutile. Altre volte, invece, regala primissimi piani quasi scomodi. Poiché il cast è ottimo, penso che abbia fatto un buon lavoro guardando il film nel complesso. Un po’ deluso, però, dall’interpretazione della Theron, attrice che adoro.
Nella valle di Elah ha fatto scandalo per la copertina che mostra una bandiera americana capovolta, e per una scena del film, sempre per lo stesso motivo. La bandiera capovolta infatti significa che l’America chiama gli alleati a entrare nel loro suolo perché hanno bisogno di aiuto. E’ un film che consiglio a tutti, anche se non è per tutti.
Io, robot
(2004, fantascienza) Consigliato? Sì.
Un film diretto da Alex Proyas scritto da Jeff Vintar, Akiva Goldsman
Cast Will Smith, Bridget Moynahan, Bruce Greenwood
Il detective Spooner viene chiamato da un messaggio lasciato da uno scienziato morto, che sarebbe destinato ad avere lui in caso se lo scienziato, appunto, sarebbe morto. Tutto fa pensare a un suicidio ma Spooner, che non si è mai fidato di quei robot che tanto aiutano tutti, pensa sia stato un robot a ucciderlo…
Sul filone della mia nuova passione per i film d’azione, ecco che mi sono guardato questo Io, robot. E, oltre all’aver capito che più sono spettacolari e con scene senza senso più mi piacciono, ho capito anche che il mondo ha bisogno anche dei film commerciali come questo. Il film, comunque, è molto carino e riuscito, con una trama fatta con lo stampino ma che funziona e coinvolge. Gli attori, che fanno tutti cagare, danno (poco) spessore a dei personaggi fatti di cartapesta. Comunque, nonostante l’originalità del libro da cui è tratto è sfruttata male, è un film che piacerà perché fa quello che dovrebbero fare i film e cioè intrattiene.
La ragazza del lago
(2007, thriller) Consigliato? No. CINEFOUM
Un film diretto da Andrea Molaioli scritto da Sandro Petraglia
Cast Toni Servillo, Valeria Golino, Fausto Maria Sciarappa
La ragazza del lago è un’imitazione dei grandi film di genere noir. Cerca di distaccarsi dal genere italiano che da tempo esiste, e viene portato avanti, con le fiction tv…e si apprezza lo sforzo.
Quando sulle rive del lago viene trovata una ragazza morta. In paese c’è il commissario Sanzio poiché era stato chiamato in aiuto per un caso più piccolo. Sarà lui a indagare sulla ragazza del lago.
Tratto da un libro di grande successo, la ragazza del lago è stato un po’ il gioiello, il piatto forte diciamo, del cinema italiano di quest’anno. E in effetti è stato apprezzato da molti critici e dal pubblico (chi va a vedere un film così o è una persona anziana, o un amante di genere). Io l’ho visto al cineforum e anche lì, in effetti, era molto atteso. A me non è piaciuto per niente. Cioè, si apprezza sul serio lo sforzo di distaccare un pochetto dai film che di solito si fanno in Italia, ma rimane un film piatto e vuoto. Un film che non evolve anche se la storia avanza fino ad arrivare alla fine, con un finale piatto. Anche se, il finale piatto c’è poiché Molaioli voleva dare spessore a tematiche secondarie di cui il film parla, dando il secondo piano alla ragazza-del-lago-thriller. Strappa qualche sorriso, vuole essere drammatico, vuole creare tensione, ma a volte sembra che la regia fosse completamente incapace mostrando scene da videoclip con basi musica techno-pop anni ‘80. Una roba da evitare.
I figli degli uomini
(2006, drammatico) Consigliato? Assolutamente sì.
Un film diretto da Alfonso Cuarón scritto da Alfonso Cuarón, David Arata, Timothy J. Sexton, Hawk Ostby, Mark Fergus
Cast Clive Owen, Julianne Moore, Michael Caine
A quanto pare in queste due settimane ho visto un po’ di film tratti da libri. Questa volta il libro è di P.D. James, con il titolo omonimo.
2027. Le donne non sono più fertili, non nascono bambini da 18 anni. Quindi, tra meno di cento anni non ci saranno più umani sulla terra. Il mondo è un enorme campo di battaglia. Gli stati sono impazziti, l’intero popolo mondiale è in guerra con se stesso. Solo una parte del mondo è salva e cioè Londra, dove c’è ancora un governo. Poiché tutti tentano di entrarci il governo londinese ha aperto veri e propri campi di concentramento per profughi, o intere città dove gli extracomunitari vengono rinchiusi e lasciati al loro destino. Theodore Faron, ex attivista politico, ora è un completo inutile umano depresso a cui viene proposto un affare dalla sua ex moglie, ora rivoluzionaria. Lei gli chiede aiuto per far uscire una ragazza, profuga, dal paese. Ragazza che lui scoprirà essere più importante di quanto pensasse poiché è incinta.
Ho girato mezza internet per trovare il libro di Mrs. James, mi resta l’altra metà, no? Questo film è un capolavoro, secondo il mio modesto parere. Non ha difetti che saltano all’occhio, ha una delle regie migliori che abbia mai visto, ha un cast stellare (tre attori fantastici che mi stanno simpatici da sempre), una sceneggiatura solida e piena di spunti interessanti, un finale che non lascia delusi. Come avete letto dalla trama è un film parecchio interessante, o almeno lo sembra, no?
Devo dire che il mondo del futuro è creato alla perfezione. O meglio, citando non ricordo chi, è un modo simile al nostro ma ci sono cose, piccoli dettagli, che lo fanno sembrare il futuro. E per me questo ragionamento è il migliore se si gira un film futuristico. O meglio, per rendere un film futuristico attuale e quindi più d’impatto.
La chicca registica si vede soprattutto nei diverse scene girate in pianosequenza (è una scena girata senza taglio, cioè gli attori recitano e recitano, come in teatro, e la macchina da presa li segue. una tecnica poco usata poiché abbastanza difficile da padroneggiare), come la scena di quando lui entra nel palazzo che viene attaccato (una scena di guerra FAN-TA-STI-CA) o la scena dell’attacco dell’auto (che io guardo e riguardo per capire il trucco.. °_° ).
Il film ha avuto poco successo in tutto il mondo, purtroppo. Rimane comunque uno dei miei dieci film preferiti. Ve lo strancosiglio, senza esitare.
Number 23
(2006, drammatico) Consigliato? Sì.
Un film diretto da Joel Schumacher scritto da Fernley Phillips
Cast Jim Carrey, Logan Lerman, Danny Huston
Walter Sparrow il giorno del suo compleanno riceve un libro dal titolo ‘Il numero 23′. Lo inizia a leggere e subito nota delle somiglianze con se stesso. Il protagonista del libro da piccolo ha letto gli stessi libri che ha letto lui da piccolo, ha vissuto situazioni simili. Così inizia la paranoia, che aumenta quando inizia a fare incubi in cui ammazza la moglie…tutto a causa del numero 23, che perseguita il protagonista del libro, e ora anche lui…
La storia che questo numero 23 sia ovunque è quasi vera. O meglio, è presente in molte materie e in molti fatti storici. Quando si è saputo che ne avrebbero fatto anche un film la curiosità nell’andarlo a ’studiare’ è aumentata.
Il film non è affatto male. Cioè, tiene (poca) tensione, anche se scade nel banale e a volte è frustante. Il regista (In linea con l’assassino, Un giorno di ordinaria follia) è comunque famoso per rovinare (in parte, perché ha sfornato anche film carini) con la sua pseudo atmosfera i film.
Carrey, attore che adoro, qui è decisamente sottotono. E’ fiacco, annoiato, non trasmette emozioni e con i capelli lunghi è davvero orrendo. Tuttavia è un film che consiglio. Perché? Perché anche se non è del tutto riuscito intrattiene. Ha un finale bruttino ma che viene apprezzato perché sincero. Perfetto per una serata tra amici.
La ricerca della felicità
(2006, drammatico) Consigliato? Nì.
Un film diretto da Gabriele Muccino scritto da Steve Conrad
Cast Will Smith, Jaden Smith, Thandie Newton
Christopher è un uomo (giovane? bho) con un figlio e una moglie sulle spalle. Fa il venditore di strane macchinari in ospedali che non mi ricordo a che servono, ma la sua vita non ha senso. Si sente incompiuto, si sente inutile perché…non è ricco.
La frittata gira e rigira ma rimane frittata. Il messaggio che alla fine trasmette il film è che la felicità è non avere i pensieri dei conti da pagare sulle spalle. Potersi permettere di pagare una scuola privata al figlio ma di trattarlo malissimo quando ci chiede di riprende il suo giocattolo caduto per terra.
Il film è piaciuto a molti ma penso che tutto il film, la sfigataggine che ha (un mediocre) Will Smith per tutto il tempo sia solo acqua sporca per poi permettere alla goccia finale di far traboccare tutto il vaso e far piangere lo spettatore. Lo potrei consigliare a chi comunque ne ha sentito parlare bene e ora è curioso, lo sconsiglio a chi riesce a vedere il vero film e non solo i sentimenti che (vorrebbe) trasmette(re). La regia non è male. Della serie bravo Muccino. Povero lui, però, che si è ritrovato una sceneggiatura incompleta tra le mani. Ma credo che se a me proponessero di girare il seguito di Natale a miami, a Hollywood, io non rifiuterei, quindi…
Il figlio di Smith nel film è il vero figlio.
Suxbad – Tre menti sopra il pelo
(2007, commedia) Consigliato? Sì.
Un film diretto da Greg Mottola scritto da Seth Rogen, Evan Goldberg
Cast Jonah Hill, Michael Cera, Christopher Mintz-Plasse
Questo film è stata una piacevole scoperta.
Tre ragazzi sono tra i più sfigati della scuola. Due di loro sono amici da sempre, e ora che si devono separare poiché devono frequentare università diverse vogliono recuperare ‘l’essere ancora vergini’ a una festa che da una loro amica. Tutto va storto quando a uno di loro viene chiesto di portare da bere.
Questo film è un cult. Per me, le persone, si accorgeranno di questo piccolo gioiellino troppo tardi come è successo spesso con i cult-movie. Anche se forse è per questo che sono cult, no?
Questo film mi ricorda The Blues Brothers. Per le situazioni assurde, perché c’è la macchina della polizia, perché fa ridere e ridere. Certo, è volgare (eh sì, penso che il pelo del titolo sia proprio la cosina femminile). Una volgarità forse gratuita che può mettere a disagio (NON guardatelo con i vostri genitori, GUARDATELO con le amiche… : D). Ma è una volgarità fine a se stessa, che TUTTI i ragazzi sanno essere normale (poiché così sono più o meno tutti).
E’ un film sincero, divertente, a volte geniale con le sue trovate. Ve lo consiglio ma non vi aspettate un capolavoro. Forse lo odierete, riguardartelo però tra un po’ d’anni.
Che ore sono? Ah vabbè, c’ho messo poco…colpa delle luuuuunghe pause.
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6 Gennaio, 2008 a 11:20 pm
fratè, temevo che il fatto che sofia coppola (inspiegabilmente) ti piaccia ti portasse a gridare al capolavoro anche con questo marie antoinette, che io ho trovato a dir poco orripilante.
amo kirsten, credo sia tanto carina, mi piace il rosa e nel film ce n’è tanto, ma più che far vedere per l’ennesima volta quanto la regina si desse alle feste e allo sperpero non fa.
insomma, lady oscar l’abbiamo visto tutti. adesso vogliamo vedere altro.
jumanji anche per me è uno dei cult della mia infanzia. lo adoro. e poi kirsten è tanto carina.
dalla tua recensione sembra sia piaciuto anche a te… allora perché solo due stelluzze??
la promessa etcetc non l’ho visto.
pirati dei caraibi 2 è una schifezza immane.
mi è piaciuto un sacco il numero 1, è uno dei miei STRACULT, ma il secondo è urendo proprio. a parte la keira che si sbaciucchia con johnny non c’è molto altro.
vorrei leggermi il tuo blog e commentare a sproposito, ma mi conosci, se posso ti mando le email pure dai gates degli aeroporti aspettando il volo numero mille (comunque i norvegesi sono troppo avanti) ma quando non posso… non posso.
ti strabbraccio.
tieni a bada le lamette, che tra poco torno.
baciiiiii
sorè vagabonda
7 Gennaio, 2008 a 9:23 pm
anche a me ha fatto abbastanza cagare, sì. ho imparato a non farmi trascinare degli altri nei giudizi, anche se a volte mi capita ancora.. comunque, è bruttino assai, sì, e l’ho notato parecchio.
io non ho mai visto lady oscar. °_°
ho messo due perché è comunque un film da due. ne parli (o parlate, visto che non sei l’unica che mi fa questa domanda..) come se un due verde fosse negativo. è un bel film, per bambini e davvero lo consiglio a tutti. ma se lo dovessi giudicare, nel mio mondo piccolo in cui mi diverto a fare il critico, gli darei (gli ho dato) due su cinque. perché se un film per bambini parto dal presupposto che al cinque non ci può arrivare. non che parta con pregiudizi, solo limiti espandibili, per comodità. e jumanji non è da quattro. tre? non saprei, è un ottimo film, e cavolo lo adoro, però è tutto così ripetitivo ed evolve poco se lo guardassi con occhio da semiquasiadulto. lo so, uno che lo vedeva almeno due volte al giorno (come ME) gli darebbe direttamente un tre, o un quattro. ma non sono così. voglio guardare tutto con oggettività, come ho fatto con il film della coppola. se il quadernetto fosse ancora solo un appunto per me e ricordarmi come ho trovato i film che ho visto gli metterei tre stelline, sì, ma ora a leggere il quadernetto ci siete anche voi e devo bilanciare il sentimentalismo con la tecnica, in modo che anche chi non l’ha visto abbia un’idea giusta e reale del film. sempre secondo il mio parere giocherellone.
pirati dei caraibi non è male, dai! quando jack corre per scappare dagli indigeni è fantastico!
auahuahuahauah
lo so, certo che lo so. rammenti che quello ingrato sono io?
bacione,
sorè
ti assicuro poco. mica sono un assicuratore. me lo proposero, ma ho rifiutato.