Tu sai

8 Dicembre, 2007

Mentre i TG ci invogliano a pensarla come il loro direttore vuole. Mentre vengono mandati ventimila sms al secondo in tutto il mondo. Mentre la terra gira e non da segni di volersi fermare, il Natale ritorna. Io faccio parte del gruppo di quelli che a Natale si deprimono, poiché ci sono i parenti che urlano e scoreggiano, che mangiano scommettendo sullo stomaco più espandibile, che restano a tavola fino alle sei del mattino del giorno seguente con le bucce di noccioline sul tavolo e il liquore nel bicchierino preso dal mobile per l’occasione. Io guardo i dettagli, e delle volte credetemi quando vi dico che mi sento la persona più intelligente al mondo perché guardo uno sguardo che racconta mille cose e mi sento appagato come quello sguardo. Ma certe volte sono proprio i dettagli a farmi pensare che in fondo l’aria natalizia c’è tutto l’anno, solo con molte luci in meno. Mi fanno tenerezza le persone che a Natale vogliono che sia tutto perfetto, che sono allegre, con maglioni a quadri, con sorrisi che mostrano più denti di quanti ne può avere una persona. Io sono ateo, ma rispetto chi crede in qualcosa che si manifesta in periodi in cui cambia totalmente tutto. Tutti ad adattarsi per l’occasione, tutti a diventare ciò che il periodo ‘impone’. E più buoni, più allegri. Impone è sì una brutta parola, ma qui si veste con altri vestiti e ci chiede di essere vista con più delicatezza. D’altronde anche io divento buono nei buoni, silenzioso nei chiacchieroni, scemo tra i scemi. Anche io mi adatto, sorridendo e somigliando a chi dovrei più somigliare piuttosto di essere la persona che sono.

Caro Babbo Natale,
so che probabilmente in questo periodo sei molto ma molto indaffarato nelle tue faccende da Babbo Natale, so anche che a stressarti ci pensa anche Mamma Natale ripetendoti sempre di mettere in ordine il cassetto in cui hai i vestiti, tanti ma tutti uguali, poiché è tutto in disordine, ma voglio scriverti perché voglio che ti ricordi del Natale del 2007 come quel Natale in cui ti scrissero tutti i bambini dell’intero mondo. Prima di tutto ti ringrazio perché te rimani nella tua coerenza da abito e cappello rosso. Non cambi con la moda ne’ ti compri un cellulare. Però sappi che se avessi il cellulare io ti chiamerei per avere qualche regalo anche durante l’anno. O ti manderei degli sms, però molto meno di ventimila al giorno. Ho una domanda: sono stato bravo tutto l’anno ma mi piaceva un casino quando mia nonna mi metteva il carbone fatto di zucchero (che faceva un male cane perché 1 era duro come la pietra e 2 era di zucchero) nero nella calza, e io lo mangiavo, quindi oltre ai regali che ti elencherò fra poco, se spacco la faccia a una vecchietta, il carbone me lo metti comunque? Questo te lo chiedo per piacere.
Detto questo, ti dico cosa voglio quest’anno come regalo:
1.Vorrei la pace nel mondo: scommetto che non ti sei comprato il cellulare per non sentire ( o leggere ventimila volte al giorno ) questa frase.
2.Vorrei essere felice: mi piacerebbe incontrare, non dico un amore ( per piacere non farmi incontrare quello della vita, voglio fare ancora qualche esperienza ) ma per lo meno un amico con cui frequentarmi tutto l’anno, tutti i giorni, tutto tutto.
3.Vorrei un punta di nuvola in un barattolo: mi hanno detto che sono come i pezzi di zucchero nero che metteva mia nonna nella calza, solo più dolci, quindi ora sono curioso.
4. Scherzavo, mi piacerebbe incontrare una donna: di quelle belle come la prima parola di un bambino, e dolci che ti fanno salire il colesterolo solo con lo sguardo. Che quando sorride il mondo è un pochino più bello.
5.Vorrei che girassi un po’ la voce e facessi vedere il mio cortometraggio, quello con l’uomo di legno che piace tanto anche a te, perché dicono i grandi registi che bisogna farsi degli obbiettivi nella propria carriera, e mi sono posto quello di arrivare a mille visioni del corto per Natale. Non succede nulla se non ci arrivo, sono arrivato ad altri obbiettivi prima, però è pur sempre un regalo che ti chiedo.
6.Vorrei che tu mi dicessi se sei stanco, che io il cambio te lo darei volentieri.
7.Vorrei la pace nel mondo.
8.Mi piacerebbe restare una bella persona, perciò non vorrei cambiare.
Spero che mi regalerai almeno una delle otto cose che ti ho elencato, o che mi regalassi una cosa qualsiasi, che tu sai sempre cosa voglio.

Bambino Rob 

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5 Risposte a “Tu sai”

  1. xeena Dice:

    Faccio parte pure io di quel gruppo, il tuo…la otto te la regali da solo, la quattro é bellissima e il tuo modo di guardare i dettagli é molto bambino Rob (rimani cosí) ma dare il cambio a lui no dai, triste troppo…
    Kiss prenatalizio by Xeena

  2. Babbo Natale Dice:

    Caro Rob,

    Grazie per la tua lettera.
    In realtà non sono molto indaffarato, al momento,
    Ormai mi mancano solo i dettagli, cose come rispondere alle ultime letterine, lucidare gli stivali e bere l’orzo prima che si freddi. Al resto ci pensano gli elfi.
    Non li ho mica assunti per grattarsi la pancia, eh!
    A quello ci penso già io.

    Ci tengo invece a precisare che Mamma Natale non esiste.

    So che questo potrebbe essere uno choc, per te, e me ne dispiaccio, ma pensi davvero che se avessi una Mamma Natale tra le balle andrei in giro facendo ‘Oh Oh Oh’??
    No grazie. Ho già abbastanza capelli bianchi.

    Per quanto riguarda i cassetti da riordinare… devo ripeterti la storia degli elfi e della pancia oppure l’hai capita alla prima?

    Per quanto riguarda la vecchietta, fossi in te starei attento.
    Le vecchiette di oggi sono toste: vanno in giro col barboncino killer, il bastone da passeggio di acciaio inox e il Salvavita Beghelli.
    Se ti avvicini troppo schiacciano un bottone e ti ritrovi circondato dai carabinieri, i pompieri, i vigili, la guardia di finanza, Padre Pio e il Gabibbo.

    Insomma, non ne vale la pena.
    Il carbone si trova anche dal caramellaio, sai?
    Quindi esci e vattelo a comperare, che fai prima.

    A proposito delle tue richieste:
    1: Prova con Dio. Lui il cellulare ce l’ha.
    2: La felicità non si riesce mai a impacchettarla bene: sguscia da tutte le parti. Per questo è un articolo che non è più in produzione. Prova dal caramellaio.
    3: Dopo Chernobyl le nuvole non sono più permesse. Peccato.
    4: Mi hai preso per un’agenzia matrimoniale??
    5: Vedo cosa posso fare. Metterò un link nella newsletter della fabbrica. Gli elfi amano le storie romantiche.
    6: Oh Oh Oh. (Tradotto: apprezzo il fatto che tu ci abbia tentato ma no, grazie).
    7: Hai provato con Dio? Era ”non raggiungibile”? Premi il tasto cinque e prenota la richiamata.
    8: Sai perché le mutande si chiamano così? Perché viene dal verbo latino ‘mutare’, ovvero cambiare. ERGO si chiamano così perché le cambi spesso.
    Sta a te decidere se un cambiamento è positivo (mi metto una mutanda pulita) o negativo (me ne metto una sporca voltata dall’altra parte). Restare uguali vuol dire restare con le stesse mutande. Cioè. Che schifo.
    Quindi augurati di cambiare. In meglio.

    Ora devo andare, devo rispondere ad altre 458.999.999.927.615.141.332.425.637.342 lettere all’incirca come la tua, però con più errori di grammatica. (Sai, a certe cose ormai i bambini di oggi non ci badano più. Sarebbe tempo rubato al collaudo del nuovo joystick della PS3).

    Comunque tanti auguri.

    BN


  3. da tutto ciò mi sorge spontanea una domanda: ma dio ha la wind??

    ciao fratè, sono tornata a casaaaaaaa … che belloooo : DDD

    adesso devo solo trovare i soldi per andare in norvegia (e vai col gratta&vinci) e poi sarò perfettamente felice!

    strabacc***

  4. mp Dice:

    non avrà la wind ma di sicuro ha una tariffa da dio.

    ok, ok… torno in castigo


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