puttana troia

5 Dicembre, 2007

Forse non dovrei scrivere un post. Mi sento una persona triste e consumata, e forse non dovrei proprio immortalare questo momento. Forse un motivo in più per cui non dovrei scrivere è che in realtà non ho un cazzo da dire. Potrei prendere gli appunti e leggerli, ma scriverei un post di visione negativa anche della situazione più bella che potrei vivere.

La prospettiva che ho ora del mondo è parecchio senza parole. E non per forza triste o negativa (anche se lo è), ma tanto visionaria quanto, appunto, senza parole per descriverla. Come faccio a descrivervi la superficialità che vedo e che vivo? La finzione di sentire il dovere di essere qualcuno, la consapevolezza mai ammessa di essere in realtà puntini. E vedo l’aria. Ho vissuto cose che non so se mi permetteranno di essere mai felice, cose che ho raccontato e non, in modo egoistico dando massi sulle spalle e facendo credere di essere così triste e silenzioso senza un motivo apparente. E ora capisco che vivere il quotidiano non si tratta di vivere sentimenti sempre contrari tra loro, ma significa vivere solo uno stato d’animo e cioè la tristezza, alternata a momenti di un sorriso che vorrebbe essere menefreghista. Perché si può essere felici, certo, ho sorriso anche in vita mia, ma la merda sotto la scarpa resta, solo che noi non la vediamo. Ed è questo il punto: la felicità è l’evitare di vedere certe cose, cercare l’egoismo di pensare alla propria unghia spezzata e sorridere. Pensare che la mia vita è una e ho il diritto di godermela e rifiutare tutte le idee negative che ci sono per essere un pazzo sciroccato che sa della merda di cui il mondo è pieno ma che continua a pensare solo a se stesso. E io ammiro e disprezzo persone così. Persone sorridenti e forse professori universitari, che sono dietro le prime linee, nei capanni a studiare piani e criticare, mentre la gente muore e combatte al fronte. Cazzo ragazzi via le maschere d’ipocrisia. Odiate tutti, urlate in faccia a chi vi sta sulle palle, non siate delle teste di cazzo. Non ditemi che pensate alla guerra nel mondo, alla crudeltà e cose così perché non ci credo. Perché se senti una cosa tanto crudele al TG, se vedi una foto di guerra, se leggi una cosa triste, dopo sei graffiato a vita. Io ho la maledizione di impersonarmi negli altri. Io con uno sguardo di una persona anziana che soffre, sto male, di un potente che avido vuole tanto di chi ha poco, sto male. Ora, pensate dieci fottuttissimi anni così. Di sguardi, di parole, di persone teste di cazzo che ti circondano per strada. Magari sono così alto perché accumulo troppe cose e quindi le idee negative espandono tutto e tutto. Io non mi ci vedo sposato e felice e che non penso a tutto questo, perché significherebbe dire che non ho vissuto prima di allora, significherebbe far parte del gregge, che ora odio così tanto. Sono triste e rassegnato, gente. Accumulo i vostri problemi e i vostri sguardi. Se dico certe frasi non ditemi mai ‘non dire così’ perché voi, negli ultimi dieci anni, non siete stati me e non sapete. Cazzo.

Mi scoccio di rileggere.

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8 Risposte a “puttana troia”


  1. caro fratè,
    oggi per me non è stata una buona giornata.

    mi sono svegliata stamattina e ho subito sentito l’odore dei guai, quella puzza sottile e un po’ acida che ti s’infiltra sotto alle dita mentre scrivi una lettera a qualcuno a cui non vorresti, o compili il primo modulo di una lunga trafila burocratica, o comperi il biglietto dell’autobus e l’edicolante è scortese senza motivo.

    il computer mi ha portato cattive notizie. il telefono anche.
    la gioia di avere finalmente un biglietto aereo per tornare a casa si è persa nella nebbia di una giornata di sole a milano.

    ho quasi litigato con una zingara sulla metropolitana (se dico che gli zingari mi stanno sulle palle sono razzista? beh, allora sappi che gli zingari mi stanno sulle palle), ho aspettato due ore e mezza un autobus per poi prendere un taxi alla modica cifra di venti euro, mi sono fatta rincretinire dall’impiegato del comune con moduli di DIA, DOCFA, CIP & CIOP, finché i neuroni hanno cominciato a ballare la salsa con gran giramento di maracas e sono arrivata a casa spettinata, infreddolita, depressa e con la lacrima all’angolo destro dell’occhio.

    quindi oggi non è un giorno facile per dirti ciò che ti sto per dire, però te lo dirò lo stesso perché ti voglio bene:

    essere tristi non rende più intelligenti, o consapevoli, o meritevoli di lode. anzi, credo ci sia una certa dose di superbia (sicuramente involontaria) nel dire ‘io soffro perchè sono più consapevole’.

    come la felicità sempiterna è stupida, così anche la depressione lo è. non è perché tu pensi alle guerre tutto il giorno tanto da sentirti un masso in gola, allora sei migliore di chi se ne strafotte, anche perché, parliamoci chiaro: c’è gente che si ammazza perchè il cane del vicino di casa abbaia troppo. e punto.
    ed è ovvio che nessuno di noi pensa costantemente ai mali del mondo, nemmeno quelli che si dipingono di rosso la casa gridando free burma e poi magari manco sanno trovarla sulla cartina. o anche sì, non c’è mica differenza, poi.

    il punto è che ognuno si fa i cazzi propri.
    e in questo non c’è niente di sbagliato o immorale.
    non tutti siamo forti o idealisti abbastanza da riuscire a gestire i mali del mondo oltre ai nostri, di mali: perché siamo noi, il nostro mondo. siamo noi il centro del nostro universo, e sai che c’è? è giusto così.

    preferisco la gente che si fa i cazzi propri, che però se un vecchio sviene in mezzo alla strada vanno a soccorrerlo e non girano la testa dall’altra parte pensando ’sarà un ubriacone’ a tutti quelli che vanno nei cortei gridando slogan e poi magari non fanno nulla di più che dare aria alla bocca.
    gli ideali sono belli. ma spesso non sono abbastanza.

    ognuno di noi deve gestire, ogni giorno, una serie di problemi, difficoltà, dolori, che sono importanti in quanto parte della nostra vita. mi dispiace molto per l’africa, ma non mi sento in colpa se oggi non ho pensato alla fame del mondo perché ero impegnata a smadonnare contro la società dei trasporti brianzoli.

    chiamami cinica, chiamami stronza. ma almeno sono sincera.

    per quanto riguarda il discorso della tristezza, la vita fa schifo, mi taglio le vene et cetera, lo sai come la penso:
    la vita è come la vogliamo vivere. di traumi ne abbiamo tutti, chi più chi meno, il dolore è un pedaggio che paghiamo tutti.
    ciò non toglie che la felicità ESISTE e sai bene che non sono una persona retorica. eppure ci sono giorni in cui la felicità mi ha chiuso la gola tanto da non farmi respirare.

    il mondo è superficiale? sì, certo.
    ma esistono anche tante persone profonde.
    non è tutto da buttare, fratè: persino nei giorni più neri bisogna sempre ricordarsi che il mondo è un luogo meraviglioso: basta solo muovere il culo (anche metaforicamente) e andarselo a vedere.
    e questo non vuol dire per forza prendere un aereo, che è il mio modo ma può essere anche sbagliato: vuol dire solo cercare di trasmettere energia positiva: più merda e superficialità vedi intorno, più devi essere positivo, per controbilanciare.
    anche perché se tu sei più triste, non è che quelli in africa hanno meno fame, eh.

    essere felici si può. e anche un sacco.
    sta a te decidere.
    come sempre.

    un bacio grande*

    tua sorè

  2. ienry Dice:

    c’è un filosofo, il buon caro Spinoza, che riassumendo le sue mille teorie in poche parole, dice che se ti colpisce un sasso in testa, non è il sasso che ti ha colpito ma se te che ci sei andato addosso. ora questo è visto come paradossale, logico che non vado addosso a un sasso apposta, però se una persona mi dice vaffanculo e io mi arrabbio, non è perchè mi ha detto vaffanculo quella persona piuttosto di quell’altra, semplicemente c’è quel vaffanculo che mi gira nella testa e io mi incazzo con questa persona perchè mi ha detto così. insomma, noi litighiamo contro le nostre idee, contro noi stessi…non contro gli altri. se siamo tristi o infelici è perchè noi VOGLIAMO essere tristi e infelici, non perchè lo siamo sul serio…

    poi c’è amleto che parla di essere e non essere, morire, dormire…nient’altro. anche questo è un figo, amleto dico. lui ha capito tutto del mondo, l’aveva capito nel 1600 in danimarca, e più o meno con il soliloquio di essere o non essere dice che le persone non vogliono morire perchè hanno paura di quello che c’è dopo la morte, e allora ci attacchiamo a tutto quello che abbiamo in vita, bello o brutto che sia, purchè ci faccia sentire vivi…e siamo dei codardi a restare in vita se ci lamentiamo di quello che ci è stato donato, eppure la nostra coscienza ci dice che restare vivi è la cosa moralmente giusta da fare

    va bene tutto questo perchè l’ho fatto oggi a scuola…lascio a te l’interpretazione rispetto quello che hai scritto…

    un bacio

  3. mp Dice:

    vorrei zcrivere un commento illuminante ma non ho la più pallida idea di coza zcrivere… mi zembra tutto banale e già zentito, zcontato ed inutile. L’unica coza che mi è venuta in mente è di mettere le zeta al pozto delle ezze. Non zo perchè.

  4. rob Dice:

    sono triste, è tanto grave? non l’ho deciso io e non lo decido tutt’ora. lo sono e basta. e tiratemi fuori tutte le teorie che volete, o dite coza ritenete può opportuno, resta il fatto che sono triste e non dipende per nulla da me.

  5. xeena Dice:

    Io non sono mai triste per causa mia, c’é sempre stato qualcuno o qualcosa che ha scatenato in me questa cazzo di sensazione orribile che é la tristezza peró io mi impegno e ti dico che la faccio sparire, che la comando io perché io odio farmi vedere triste e sinceramente non amo stare vicino a persone tristi é altamente contagiosa….la tristezza.

  6. Rob2 Dice:

    Ciao Rob… quanto ti capisco, anche io ho la tua stessa maledizione… sono dotato di un animo abbastanza sensibile e purtroppo ho la consapevolezza dello schifo che c’è nel mondo e della indifferenza delle altre persone e non riesco a dare una spiegazione a tutto questo.

  7. vuota Dice:

    forso so cosa ti senti ,forse so cosa provi, forse te mi potrai capire, forse tu mi saprai rispondere e non mi sentirò incompresa…

  8. marco Dice:

    pensa solo che stamattina ho messo su google puttana troia(come imprecazione per un malessere persistente…) ed è uscito il tuo post….

    bè ….mi sembra di averlo scritto io….


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