Della serie scriviamo.
“Ero giovane, saltavo i pasti, mi ubriacavo e mi sforzavo di diventare uno scrittore. Le mie letture andavo a farle nella biblioteca pubblica di Los Angeles, nel centro della città, ma…mi sembrava che tutti giocassero con le parole e che i cosiddetti grandi scrittori non dicessero un accidente di niente (…) Poi un giorno aprii un libro e capii subito di essere arrivato in porto”
“Ask the dust” di John Fante
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6 Ottobre, 2007 a 10:30 pm
m’aveva attratto il titolo…semplicemente geniale.
il modo di scrivere di John Fante ti cattura, non vorresti mai alzare la testa dal libro, finirlo in una sola volta…
bello. non c’è altro da dire.
7 Ottobre, 2007 a 9:03 am
ti dico che il libro non l’ho letto ma stasera girando per la rete mi sono imbattuto in queste righe e mi sono piaciute subito.
ho altri scrittori che mi hanno incollato a un libro (il primo fu Joe R. Lansdale con ‘In fondo alla palude’.”Perché quando non puoi vivere la vita, ti limiti a bruciarla, succhi l’aria e fai la cacca”). comunque non sei la prima che me ne parla bene, lo acquisterò e lo metterò nella libreria in attesa che venga letto (sì, nella mia camera, con i libri, funziona come il numero dal salumiere).
ora sono in obbligo con te? eggià..quindi mi tocca consigliarti un titolo? uhmmm…. vediamo… guarda, ti consiglio proprio ‘In fondo alla palude’. una storia di razzismo e di vita. bel libro. fammi sapere.
7 Ottobre, 2007 a 9:29 am
MI ricorda Bukowski. sisi, mi ricorda proprio il caro vecchio Hank.
8 Ottobre, 2007 a 7:37 am
infatti credo che bukowski e fante fossero amici : )