A me Sofia Coppola piaceva già prima. Con il suo Lost in Translation mi ha fatto innamorare dei colori nel cinema, del silenzio, delle fotografie fatte a inquadratura. Lost in Translation è una storia d’amore vera, di quelle che nascono quando si è depressi, raccontata in modo davvero sublime, rilassato. E quindi ero assolutamente curioso di guardare i suoi altri film…Magari quello d’esordio. Ed ecco Il Giardino delle Vergini Suicide. Perché non hanno tradotto il titolo originale così com’è? Cioè, che cazzo c’entra il giardino? Comunque. C’è sto libro bello proprio, no?, che parla di ste cinque sorelle rinchiuse in casa da dei genitori integralisti. Poi c’è sta casa di produzione che vuole trarne un film. Due sceneggiatori presentano due sceneggiature. Bella sta frase. Due sceneggiatori presentano due sceneggiature, ma viene accettata quella di una certa Sofia Coppola, che fino ad allora aveva lavorato solo un pochetto col padre e fatto qualche corto. Accettano la sua sceneggiatura e la scritturano anche alla regia.
Il film è bello. Un cult, direi. Voglio leggere il libro da cui è tratto. Comunque bella sceneggiatura, attori giusti, e bravi (un cast stellare), ma la regia e il modo in cui viene raccontata la storia supera di gran lunga tutti gli altri elementi. A partire dalle inquadrature, fino ad arrivare all’atmosfera. Stupenda la scena, verso l’ora e un quarto, del tempo che passa. La camera fissa davanti alla casa e i giorni che passano, le stagioni. Stupenda sul serio.
Ve lo straconsiglio. Brava Sofia.
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29 Agosto, 2007 a 10:14 pm
ovviamente è inutile sottolineare come sofia coppola mi faccia vomitare, vero? cioè, l’effetto sorpresa non c’è, ecco.
son strastanca fratè, ma ti scrivo presto presto, giuro.
bacio e dobranoc** (= buonanotte in polacco, com’era facilmente intuibile)
ps
ascoltata musica.
…
indovina? : D
30 Agosto, 2007 a 7:54 am
ma no sorè.
la musica, sofia, cavolo, e possibilie che non troviamo una cosa che piace a tutti e due? : D
solo i jet. che comunque io non è che ascolto sempre sempre..
statt’ buon (= è un saluto in napoletano…è che il japponese non lo parlo)