In un era in cui non acquistiamo un oggetto se non scatta almeno anche le foto, un film del genere può dire tanto. Va bene, lo so che è del ‘98, ma questo è uno di quei film che non passa di moda. E’ come se fosse un grande classico, un cult. Ieri l’ho visto per la prima volta.
La trama è semplice. C’è la Meg Ryan che ha un piccolo negozietto di libri per bambini e si sente minacciata quando Tom Hanks apre ‘dietro l’angolo’ un mega negozio di libri. Tra i due è subito guerra. Si attaccano a colpi di pubblicità contro l’altro e offese, poi però si rilassano e si sfogano della frustazione con internet, scambiando email con degli sconosciuti.. lei con un uomo, lui con una donna. Non sanno, però, che la persona con cui parlano attraverso le mail non è altro che il nemico che tanto odiano.. Il film risulta piacevole. L’ho visto solo una vota ma son sicuro che non è un film che stanca se lo si guarda decine di volte (come i film di Tarantino, per intenderci). E’ un film romantico, di quelli che le donne lo guardano con il gelato (anche a 20 gradi sotto zero) e il pacchetto di fazzoletti a portata di mano. A me è piaciuto. Insomma, a parte un po la parte finale, il film è parecchio caruccio. Diverte e emoziona, e anche se i personaggi oltre i due protagonisti sembrano comparse, dico fanculo e dico che i difetti del film passano in secondo piano. O forse no, si notano, ma quando c’è un finale così lo spettatore dimentica tutto il film. Tutte le situazioni stupide e già viste e riviste che sono successe per arrivare alla parte finale, a quella scena. I due attori sono bravi. La Ryan ha la faccia da brava ragazza, del tipo ’succedono tutte e me’ quindi è perfetta per la parte. Tom ha mille volti, perciò è inutile parlare di lui.
Ma (MA) ora parliamo dei messaggi che ci sono dietro alla storia d’amore. Il grande che distrugge il piccolo, l’amore ’senza sensazioni’. Ormai con l’avvento di internet il socializzare con gli altri è una cosa di tutti i giorni, dicono, ma io credo che invece i ragazzi siano più chiusi nel conoscere persone nuove. Vorrebbero sempre nascondersi dietro lo schermo del pc, dietro parole scritte, invece che parlare negli occhi di una persona. E sapete, c’è chi dopo un po’ si scoccia e vuole avvicinare persone in carne e ossa (da vicino) invece che continuare a stare comodi al pc chattando con altre persone. Io chattavo, e anche parecchio, e vi dico che una volta entrato nel giro è difficile uscirne. Era un droga. Io ero contento con i 4-5 amici con cui parlavo tutti i giorni. Mi sentivo ascoltavo, cercato, e quando creavamo delle stanze in cui ci si poteva entrare solo per invito e io ero tra i moderatori mi sentivo anche fortunato. Poi tutto è andato a sfumarsi, per fortuna. Volevo uscirne e non ci riuscivo.
Io credo che i rapporti a distanza siano una buona cosa (grazie a internet conosco persone con cui condivido tutto me stesso) però io credo che non dobbiamo mai dimenticarci che c’è anche il mondo in cui viviamo con il corpo. Certo, capita la giornata no e non vediamo l’ora di parlarne con i nostri amici virtuali, parlando e lamentandoci per ore, senza provare mai a risolvere il problema con le parole. Usiamo sms o email per comunicare, non chiamiamo per sentire la voce o diamo un appuntamento per incontrarci di persona, anche con le persone che abitano a pochi metri da noi. Cavolo è vero, io lo so.
Io dico che internet è utile, certo, ma non dobbiamo dimenticarci che un bacio da vicino è molto più bello di una faccina con il codice ‘kiss‘.
Ed ecco il secondo argomento del film: il grande che batte il piccolo. Nel film c’è l’argomento sotto forma del grande negozio di libri ultratecnologico che batte il piccolo negozietto familiare. Io penso che il piccolo può far poco se il grande è grande sul serio, ma vale la pena comunque provare a batterlo. Pensate persone che hanno combattuto grandi idee o grandi nemici. Sono morte sapendo che le loro idee sarebbero rimaste nella storia, e infatti così è stato. Allora torniamo in parte al discorso di prima (quello del dimenticarsi quale sia la vita vera) e dico che secondo me la gente ha perso le palle. Sì, le palle. Ormai tutti hanno il pc e un vita virtuale al seguito, e proprio per questo hanno paura di combattere nella vita vera. Vediamo, quanti di voi insultereste uno al pc? E quanti lo farebbero ‘da vicino’? Se ci pensate, se ci ragionate, le persone coraggiose pensano che il pc e la comunicazione attraverso internet sia utile soltanto se la persona con cui comunichi è una persona che conosci da vicino ma che abita lontano. Lo so perché l’ho chiesto. E quindi? E quindi niente, siamo una generazione che ha perso l’essere giovani. Con questo non voglio dire che non ci sono più coraggiosi, perché ci sono e li conosco, ma solo che non c’è coraggio quanto ci dovrebbe essere. Mi è venuto un mente una cosa; quando andai a fare l’esame per il corso che feci l’anno scorso, c’erano le ragazze -che scrivevano ‘amiche per sempre’ sui muri con le loro iniziali- che si videro dopo tanto tempo. Si salutarono, e poi dissero ‘hai qualche nuova canzone sul cellulare che mi puoi mandare?’. Vi giuro, senza dire ‘come stai’ o ‘che mi dici di bello’. Io sorrisi, la trovai una cosa divertente, anche se triste.
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21 Maggio, 2007 a 11:05 am
Ti stimo.
Homer
21 Maggio, 2007 a 2:05 pm
il film in questione mi ha fatto cagare, ma va beh, tanto lo sai che in fatto di cinema andiamo d’accordo come ratzinger con vladimir luxuria, anyways io credo che la tecnologia sia una conquista meravigliosa, con nulla di ’sbagliato’ a priori. ma le polemiche sono inevitabili. ieri era la televisione, oggi internet. il punto non è lo strumento: il punto è l’uso che se ne fa.
io spendo anche venti pounds di chiamata intenazionale per sentire la voce di qualcuno che amo, però se posso usare skype è meglio…
devo traslocare.
in ogni modo, resto dell’idea che il nome di questo blog è rivoltante, ma ti bacio lo stesso.
a presto : )
22 Maggio, 2007 a 6:31 pm
allora è colpa dell’uomo? anche qui? sì, forse sì, però non cambia il fatto che sembra che per alcuni ragazzi la vita vera non è quella in cui sono presenti fisicamente..
detto questo, grazie homer.
il nome lo voglio cambiare e ho un idea, ma ci penserò su. intanto vomito.
22 Maggio, 2007 a 8:56 pm
è sempre colpa dell’uomo.
la donna, infatti è più intelligente.
ah ah.
fuor di coglioneria, se la vita reale non soddisfa è quasi automatico rifugiarsi in quella virtuale. nascondersi dietro allo schermo per leccarsi le ferite dopo un dolore, oppure solo per capire chi siamo, va anche bene. può essere persino terapeutico.
sta al singolo, però, capire quando è ora di smettere. tutto va usato nelle giuste dosi, ecco.
ho le chiavi della casa nuova…yay!
23 Maggio, 2007 a 9:37 am
uhm, immagino che tu abbia ragione. cioè sì, hai ragione. son d’accordo con te.
azz, sono più belle di quelle vecchie? non sono le chiavi più belle che tu abbia mai visto? sono del tipo lungo o di quelle corte? annusale, di cosa sanno oltre mi metallo? augurii (??)!!